31/12/2019 - Il Parlamento Ue si affaccia al nuovo anno, ecco l'agenda per il 1° semestre 2019.

Elezioni europee, futuro dell’Europa, budget Ue post 2020 e Brexit sono solo alcuni dei temi prioritari nell’agenda dei lavori dell'Europarlamento.
 
Dopo la pausa natalizia, il Parlamento europeo tornerà a lavoro nel primi giorni del 2019 con un’agenda ricca di impegni importanti. Vediamo quali sono le questioni più urgenti che gli europarlamentari dovranno affrontare nei primi 6 mesi del nuovo anno.
 
Il primo appuntamento importante è la finalizzazione della Brexit, l'accordo di divorzio tra l'Ue e il Regno Unito. Ogni accordo sulla Brexit dovrà essere prima approvato dal Parlamento europeo. Sempre a marzo, il Parlamento ha in agenda degli accordi di libero scambio con Singapore e con il Messico. L’accordo con Singapore, che è il principale partner commerciale europeo e ospita più di 1000 aziende Ue, mira a rimuovere quasi tutte le tariffe doganali e a semplificare gli scambi commerciali. I maggiori benefici dell’accordo con il Messico dovrebbero, invece, riguardare gli esportatori europei di pollame, formaggio, cioccolato e pasta. 
 
Altro appuntamento importante  rappresentato dalle prossime elezioni europee, le prime dopo l’uscita del Regno Unito dall’Ue, si terranno dal 23 al 26 maggio in tutto il territorio dell’Unione. I cittadini europei sono chiamati a eleggere 705 eurodeputati che formeranno il nuovo Parlamento, il quale, a sua volta, eleggerà un nuovo presidente della Commissione europea.
 
Il Parlamento ha inoltre recentemente approvato le sue priorità per il prossimo bilancio a lungo termine, il quadro finanziario pluriennale 2021-2027, e ha chiesto al Consiglio Ue di iniziare le consultazioni. Gli eurodeputati vorrebbero raggiungere un accordo prima delle elezioni europee, così da evitare ritardi per i programmi europei più importanti e perdite di posti lavoro dovuti a degli accordi tardivi sul bilancio finanziario.
 
 
Tra gli altri dossier in agenda, la procedura di autorizzazione sui pesticidi (PEST), le nuove misure per contrastare la propaganda e la protezione dei whistleblower (i lavoratori che denunciano le irregolarità perpetrate nella propria azienda, organizzazione o istituzione).