10/01/2019 - Europee, il Ppe spera nella conferma della coalizione con S&D.e Alde.

Uno studio Votewatch ipotizza scenario con Parlamento Ue più frammentato.
 
La nuova idea del Ppe per vincere le prossime Europee e contrastare l'insorgere dei sovranisti è una grandissima coalizione tutta europeista composta da Ppe-S&D-Alde per scongiurare il rischio di un inversione di marcia per il progetto comune. È proprio questo a indurre il principale partito politico europeo a ragionare in termini di risposta, che non può non passare per una grande piattaforma delle 3 principali forze motrici in Parlamento Ue. La prossima eurocamera rischia quindi di essere fortemente euroscettica.
 
Con un più nutrito numero di persone disposte a bloccare più che costruire, la via appare segnata. Manfred Weber, vincitore delle primarie dei popolari e candidato designato alla guida della Commissione Ue per il Ppe, vorrebbe essere il capo di questa grande coalizione. Se, come da previsioni, il suo partito dovesse risultare la prima forza politica per numero di voti alle elezioni di maggio, il tedesco dovrebbe cercare di costruire un’alleanza, ma non è chiaro quanto la figura di Weber sia favorita tra le fila di socialdemocratici e liberali. Bisognerà vedere in sostanza quanto il tedesco goda di fiducia al fuori del suo partito.
 
Secondo uno degli scenari ipotizzati dal centro studi Votewatch, il nuovo Parlamento europeo che uscirà dalle elezioni di maggio sarà molto più diviso rispetto ad oggi e - confermando quanto detto - Ppe e S&D non avranno la maggioranza dei seggi, mentre le destre nazionaliste potrebbero arrivare al 25%. "I sondaggi che abbiamo, gli ultimi sono di dicembre, ci confermano come prima forza e ci danno in crescita”, rivendica invece il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. "I sovranisti sono invece in difficoltà".
 
Niente è da dare per scontato però. Dopo il voto si dovranno trovare intese alla luce di programmi e proposte legislative. Oltretutto in alcuni Stati membri, tra cui la Germania di Weber, le coalizioni tra cristiano-democratici e socialdemocratici ha contribuito al crollo dei consensi di questi ultimi, che per risollevarsi dovrebbero sganciarsi dal centro-destra per tornare a promuovere ben altre politiche. È possibile che un’alleanza si possa cercare sulle grandi questioni (riforma dell’eurozona, difesa comune, commercio…), e poi liberi tutti sulle questioni ‘più piccole’.