25/03/2019 - Brexit: May chiede tempo, l'Ue pone le condizioni.

3 scenari per la proroga: 22 maggio, 12 aprile o “fino alla fine”.
 
"È il momento di una decisione, il Parlamento ha fatto di tutto finora per non decidere". Così esordisce la premier britannica Theresa May in tv per un discorso alla nazione. "Vogliono uscire con un accordo, vogliono senza un accordo o non vogliono uscire affatto? È il momento di una decisione".
 
I leader del 27 paesi dell’Unione europea riuniti giovedì sera nel Consiglio europeo hanno respinto la richiesta della premier britannica di un’estensione della data della Brexit al 30 giugno, ed hanno imposto le loro condizioni. Un’estensione ci sarà, ma, come ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, sarà “divisa in 3 scenari”.
 
 
Il primo è che se il Parlamento britannico approverà l’accordo che ha già respinto 2 volte, la data di uscita sarà fissata al 22 maggio, il giorno prima della sessione delle prossime elezioni europee, che si svolgeranno tra il 23 e il 26 maggio. Se invece Westminster non approverà l’accordo, l’Ue darà tempo fino al 12 aprile prossimo al Regno Unito perché, prima di quel giorno, dica come intende procedere. La data è legata all’ultimo giorno utile per Londra per convocare le elezioni europee. “E’ la data chiave – ha spiegato Tusk – per decidere se tenere le elezioni, altrimenti un lungo rinvio della data di uscita sarà impossibile”.
 
Infine se prima del 12 aprile, l’accordo non sarà stato approvato, l’Unione europea si aspetta che da Londra arrivino indicazioni o per una lunga proroga “o per una revoca dell’art. 50 (lo strumento con il quale si è avviata la Brexit)”, ha detto Tusk al termine di circa 7 ore di riunione sul tema. A chi gli chiedeva cosa si intendesse per una proroga lunga, per quanto tempo sarebbe concessa, Juncker ha risposto “fino alla fine”.
 
Juncker ha ribadito la sua speranza che il Parlamento approvi l’accordo (che naturalmente non potrà essere riaperto, è stato confermato questa sera), “ma siamo comunque pronti a tutte le eventualità, anche al 'no deal', per fronteggiare il quale abbiamo avviato 19 procedure legislative”. Il presidente della Commissione ha scelto di mostrare insofferenza verso gli amici britannici; “ora dobbiamo guardare al futuro, il tempo stringe non solo su Brexit ma anche su altre questioni, non possiamo stra qui ad aspettare, dobbiamo discutere dei rapporti con la Cina, di industria, di competitività".