16/09/2020 - Turchia: Consiglio Ue si prepara a imporre sanzioni, ma serve unanimità.

Alto rappresentante Borrell: "Ci prepariamo a decisioni difficili".
 
L’Unione europea lavora a nuove sanzioni contro la Turchia, per appianare le tensioni nel Mediterraneo orientale con Grecia e Cipro. Al vertice informale di Gymnich a Berlino di fine agosto si era trovato un accordo politico non vincolante tra i ministri degli Esteri e ora da Bruxelles si lavora per tradurre un accordo politico in una decisione formale. Non c’è però “unanimità su un pacchetto di nuove sanzioni”, rivela Josep Borrell intervenendo di fronte alla plenaria del Parlamento europeo.
 
La politica estera aggressiva di Ankara e la possibilità di introdurre misure restrittive sarà di nuovo dibattuta lunedì 21 settembre nel Consiglio affari esteri dell’Ue ma soprattutto sarà centrale al vertice straordinario tra i capi di Stato e di governo in programma il 24 e 25 settembre. 
 
a situazione nel Mediterraneo orientale “è molto fragile”, afferma anche Michael Roth, ministro tedesco agli Affari europei, sottolineando che la Turchia “non si sta impegnando a sufficienza per contribuire alla pace”. La risoluzione del conflitto è urgente e richiede un impegno collettivo da parte dell’Unione. Nonostante i tentativi di mediazione della Germania, in qualità di presidente di turno al Consiglio, e dell’alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, le tensioni hanno continuato a crescere durante tutta l’estate e la situazione non sta migliorando.
 
L’approccio rimane quello moderato di favorire dialogo e negoziati come unica via per la risoluzione dei conflitti in politica estera. Borrell ha poi precisato che Ankara è un "candidato all'adesione ed un'ampia maggioranza della popolazione guarda all'Ue come modello di società, ma è chiaro che gli sviluppi in Turchia e le sue azioni nel Mediterraneo orientale stanno mettendo in discussione gli sviluppi delle nostre relazioni futuro, quindi dobbiamo cercare una risposta a questi interrogativi, ed è urgente".
 
Il Paese rappresenta inoltre un partner fondamentale per Bruxelles con cui continuare a dialogare su alcuni dossier. “Difficile pensare che potremmo trovare una soluzione al problema migratorio senza la Turchia”, ripete ancora il capo della diplomazia europea, anche se le sue azioni unilaterali stanno mettendo a dura prova ogni tipo di partnership.