21/09/2020 - L'Europa contro il razzismo: presentato il piano della Commissione Ue.

Incoraggiati i Paesi membri ad adottare misure nazionali, introduzione della figura del coordinatore contro le discriminazioni
 
La Commissione europea ha presentato un piano d'azione con cui dichiara guerra al razzismo e alla xenofobia, a partire dalle scuole e dagli ambienti delle forze dell'ordine. Bruxelles nominerà per la prima volta un coordinatore anti-razzismo, invitando gli Stati membri a dotarsi di piani nazionali entro il 2022, e ad utilizzare le risorse del prossimo Bilancio Ue e del Recovery fund, per mettere in campo misure efficaci. Il mancato rispetto delle direttive europee potrà dare luogo a procedure di infrazione.
 
"I progressi per combattere il razzismo e l'odio in Europa non sono abbastanza. È giunto il momento di affrontare il problema. Non sarà facile, ma è necessario. Intensificheremo il nostro impegno e non esiteremo a rafforzare la legislazione, se occorre. La stessa Commissione adeguerà la sua politica di assunzioni in modo da rispecchiare meglio la società europea", ha affermato la vicepresidente Vera Jurova, presentando l'iniziativa con la commissaria all'Eguaglianza Helena Dalli.
 
Il Piano, presentato venerdì scorso, prevede 5 livelli di azione. I 2 punti-chiave riguardano la nomina di un coordinatore alla lotta contro il razzismo e l’impegno della Commissione a migliorare la rappresentatività del proprio personale. In primo luogo, la Commissione ha istituito la figura del coordinatore per la lotta contro il razzismo per avviare un dialogo regolare con le parti interessate, cioè istituzioni nazionali e minoranze etniche, incontrandosi con loro almeno due volte all’anno. Il coordinatore manterrà i contatti con le comunità minoritarie e interagirà con il Parlamento Europeo, la società civile, il mondo accademico e la Commissione. Lo scopo è quello di rafforzare le risposte politiche nel campo dell’antirazzismo: “Non abbiamo ancora un nome, ma stiamo valutando i profili”, ha puntualizzato la vicepresidente Jourová. 
 
Sul fronte interno alla Commissione, Jourová ha riconosciuto che la “la diversità nelle istituzioni Ue non è abbastanza e non riflette la reale situazione della società europea”. Per questo motivo il Piano prevede misure per migliorare “in modo significativo” la rappresentatività del personale della Commissione, attraverso nuove modalità di reclutamento e selezione. “Invitiamo anche le altre istituzioni dell’Unione a compiere passi simili”, ha aggiunto la commissaria Dalli.
 
Gli altri 3 punti riguardano invece l’applicazione del diritto dell’Unione Europea. Nel 2021 la Commissione riferirà sull’applicazione della direttiva sull’uguaglianza razziale e darà seguito a qualsiasi possibile legislazione entro il 2022. Vengono inoltre incoraggiati i Paesi membri ad adottare piani d’azione nazionali contro il razzismo e la discriminazione entro la fine del 2022. Sarà sempre la Commissione a sostenere la loro iniziativa, fornendo una prima relazione sullo stato di avanzamento entro la fine del 2023.
 
Infine, con il sostegno delle agenzie dell’Ue, come l’Agenzia per i diritti fondamentali (FRA) e l’Agenzia per la formazione delle forze dell’ordine (CEPOL), gli Stati membri sono incoraggiati a intensificare gli sforzi per prevenire atteggiamenti discriminatori da parte delle autorità e per aumentare la credibilità del lavoro delle forze dell’ordine contro i crimini ispirati dall’odio.