29/09/2020 - Bruxelles vara un nuovo piano dogane contro le frodi; saranno più smart e connesse.

Le frontiere europee costano in media 1,7 miliardi all'anno. Giro di vite della Commissione su controlli ed e-commerce.
 
Le dogane Ue, fondamento del mercato unico, hanno bisogno di ammodernarsi perché con la crisi sanitaria e la Brexit sono emerse carenze strutturali che impediscono di funzionare al meglio. Per questo la Commissione europea ha varato un nuovo piano d'azione per l'unione doganale che definisce una serie di misure per rendere le dogane più intelligenti, innovative ed efficienti nei prossimi 4 anni. Il piano d'azione si concentra in particolare su una maggiore disponibilità, utilizzo e analisi dei dati a fini doganali.
 
"Le nuove sfide impongono di rendere più intelligenti le nostre norme doganali e di garantirne un migliore funzionamento per gli Stati membri, i cittadini e le imprese, per questo sono necessari un utilizzo dei dati più efficiente, strumenti e attrezzature migliori e una cooperazione più approfondita all'interno dell'Unione e con le autorità doganali dei paesi partner", ha detto il commissario all'economia Paolo Gentiloni.
 
L’esecutivo Ue ha stabilito la creazione di un nuovo centro di analisi all'interno della Commissione per la raccolta, l'analisi e la condivisione dei dati doganali che possono essere utili alle autorità per identificare i punti deboli alle frontiere esterne dell’Ue. Ma secondo Gentiloni serve anche “una maggiore cooperazione all'interno dell’Ue e con le autorità doganali dei Paesi partner”. 
 
 
 
 
In quest’ottica si è deciso di aprire un nuovo sportello unico che, si legge nella nota della Commissione, “renderà più facile per le imprese completare le formalità di frontiera su un unico portale”, ma anche “un trattamento, una condivisione e uno scambio di informazioni più efficienti e una migliore valutazione dei rischi per le autorità doganali”. Giro di vite anche sul commercio online, con un rafforzarzamento degli obblighi dei fornitori di servizi di pagamento e delle piattaforme di vendita online per aiutare a combattere le frodi fiscali nel commercio online.
 
Lo scorso anno il mercato Ue ha pesato per oltre il 15% degli scambi a livello globale, con oltre 850.000 dichiarazioni doganali effettuate ogni giorno. Ma dietro a uno dei successi indiscussi dell’integrazione europea (il mercato unico viene apprezzato anche dai più strenui oppositori di Bruxelles), si cela un gigantesco traffico sommerso di beni e di prodotti illegali che sfuggono ai radar dei controlli. 
 
LOlaf, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode, tra il 2017 e il 2019 ha ordinato il recupero di oltre 2,7 miliardi di euro di dazi doganali non pagati per merci il cui valore è stato sottovalutato. Nel solo 2018 è stata accertata anche la presenza di quasi 27 milioni di articoli che violavano i diritti di proprietà intellettuale, per un valore di quasi 740 milioni di euro. Il totale degli illeciti legati ai danni dell’unione doganale pesano quindi per quasi 1,7 miliardi di euro ogni anno.