12/10/2020 - Bielorussia, i 27 unanimi per le sanzioni al regime di Lukashenko.

Semaforo verde al Consiglio Affari Esteri Ue. Spazio anche alla situazione in America latina, il Nagorno-Karabakh e al caso Navalny.
 
Come rivelato da fonti diplomatiche, al Consiglio degli Affari Esteri odierno a Lussemburgo è stato raggiunto l'accordo tra gli Stati membri per confermare le sanzioni contro il presidente bielorusso Alexander Lukashenko. Già lo scorso 2 ottobre i 27 hanno detto sì alle sanzioni che avevano colpito 40 ufficiali del regime bielorusso, considerati responsabili delle repressioni e delle intimidazioni verso i manifestanti che ormai da settimane scendono in piazza per denunciare i brogli elettorali che hanno portato alla riconferma del presidente Lukashenko.
 
Nelle sue conclusioni il Consiglio ribadisce che le elezioni presidenziali del 9 agosto non sono state né libere né eque e che Aleksandr Lukashenko manca di legittimità democratica. Il Consiglio ribadisce il suo pieno sostegno alla sovranità e all'indipendenza della Bielorussia e sottolinea il diritto democratico del popolo bielorusso di eleggere il proprio presidente attraverso nuove elezioni libere ed eque. L'Ue ridurrà quindi la cooperazione bilaterale con le autorità bielorusse a livello centrale, aumenterà il suo sostegno al popolo bielorusso e alla società civile e ricalibrerà di conseguenza la sua assistenza finanziaria bilaterale.
 
In linea con ciò, l'Unione europea ha immediatamente messo a disposizione risorse finanziarie aggiuntive per le vittime di violenza, le organizzazioni della società civile e i media indipendenti. Infine, l'Ue invita le autorità bielorusse a impegnarsi in un dialogo nazionale inclusivo ed è pronta a sostenere una transizione democratica pacifica con una varietà di strumenti,compreso un piano globale di sostegno economico per una Bielorussia democratica.
 
Gli altri temi della riunione presideduta dall'Alto rappresentante Josep BorrellI sono stati: “Il Venezuela, la situazione in America latina, il Nagorno-Karabakh dove noi sosteniamo il cessate il fuoco e l’avvio dei negoziati, e poi ancora le relazioni bilaterali con la Russia”. Quindi, ha aggiunto Borrell, concorderemo “una risposta comune sull‘avvelenamento di Navalny“.