19/10/2020 - Gentiloni: "L’Ue ha fatto la sua parte, ora la ripresa dell'Italia spetta al Governo".

L’ex presidente del Consiglio e ora commissario Ue agli Affari economici e monetari, ha detto di aver “fatto la sua parte” sul Mes, spogliando il Fondo delle condizionalità passate.
 
Il Commissario Ue degli Affari economici e monetari Paolo Gentiloni avverte l’Italia. La Commissione europea ha aiutato quanto ha potuto, adesso spetta al Paese aiutarsi. Al governo è stato messo a disposizione anche quanto più del previsto, adesso ogni responsabilità è sulla nazione, ha dichiarato Gentiloni intervenendo al Festival della Diplomazia.
 
Rispondendo alle domande del direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, ricorda che “quella del MES è una questione italo-italiana“, dalla quale preferisce tenersi alla larga. "Credo di aver fatto la mia parte e di aver fatto un ottimo lavoro nell’aver contribuito a rimuovere le condizionalità" che solitamente il fondo salva-Stati portava con sè. Si possono ricevere prestiti fino al 2% del valore del Prodotto interno lordo per interventi di risanamento anti-Coronavirus". Adesso la decisione spetta ai governi.
 
“Alla fine avremo 800-900 miliardi di euro di debito comune per finanziare la ripresa tra prestiti e garanzie”, sottolinea Gentiloni. “Un grandissimo intervento, impensabile fino a pochi mesi fa”. Tenuto presente che “non siamo uno Stato federale”, e per questo motivo “dobbiamo sommare le risposte degli Stati a quella dell’Ue, complementari” fra loro, adesso le risposte devono venire dagli Stati. In altre parole, “l’Italia ha una grande responsabilità”. Nel senso che, precisa il commissario per l’Economia, “se questo piano funziona, poi questo strumento può essere ripetuto".
 
Nel decennio passato sull'uso del Mes - ricorda l'eurocommissario - "ci stavano memorandum molto stringenti". "Oggi l'unica condizione è che le linee di credito vengano spese per la sanità. Poi la scelta se attivare o meno queste linee" spetta ai governi. Ad ogni modo "la linea di prestito è disponibile, lo è fino alla fine all'anno prossimo. Spetta ai governi decidere, nei loro calcoli, se sia vantaggioso o meno. Il vantaggio è certamente per Paesi con tassi di interesse tutt'ora più alti di quelli che può offrire un prestito europeo, dell'ordine di alcune centinaia di milioni all'anno".
 
"La vera sfida sarà la capacità di assorbimento dei Paesi di risorse così ingenti in tempi così rapidi". Si tratta di “una grande sfida per la pubblica amministrazione in Italia, e non solo in Italia”. Dati alla mano "Italia e Spagna non sono ai vertici europei per capacità di assorbimento di risorse europee. Dovremo mettere molta pressione per poter far assorbire queste risorse", ha concluso Gentiloni.