21/10/2020 - Record di richieste per i bond del fondo europeo SURE.

Raggiunta la cifra record di 233 miliardi di euro. Successo per la più imponente transazione finanziaria sovranazionale della storia.
 
Il bond SURE, primo esempio di obbligazioni della Ue per finanziare le misure di sostegno alle economie piegate dal Covid, sbanca. La domanda degli investitori, pieni di liquidità da impiegare e alla ricerca di alternative rispetto al rifugio sicuro, ma poco remunerativo, rappresentato dal Bund tedesco, raggiunge la cifra di 233 miliardi di euro, mai toccata prima in un'emissione di debito, 14 volte superiore ai 17 miliardi complessivi dell'offerta. 
 
Le risorse sono destinate al finanziamento del piano Sure (Support to Unemployment Risks in Emergency), varato da Bruxelles la scorsa primavera per concedere prestiti agli stati dell'Unione coi quali pagare la Cassa integrazione e altre misure per arginare gli effetti della pandemia sull'occupazione. 10 miliardi sono stati raccolti attraverso la tranche del bond social scadenza 10 anni, per il quale si sono fatti avanti investitori con richieste da capogiro, per 145 miliardi di euro. Gli altri 7 miliardi derivano dalla tranche dell'emissione con scadenza 20 anni che ha fatto anch'essa tracimare i book registrando 88 miliardi di domanda.
 
Se si guarda alla distribuzione geografica degli investitori, è notevole la partecipazione britannica, intorno al 20% sul titolo decennale e al 16% su quello ventennale. Per quello decennale si registra poi un 17% dalla Germania, il 15% dal Benelux e il 12% dalla Francia, mentre l'Europa meridionale nel suo complesso si ferma al 7%. L'investimento extra-europeo (Asia, Americhe, Africa e Medio Oriente) raggiunge il 16%. Si tratta quindi di debito essenzialmente venduto in Europa. Lo stesso vale per il titolo ventennale, in cui la presenza europea si riduce al 4% e quella dell'Europa meridionale si allarga un po', al 10%. Un quarto di questa tranche è stato venduto in Germania, e un quinto in Francia.
 
La corsa a sottoscrivere le obbligazioni ha permesso di contenere il costo rispetto alle prime evidenze del collocamento avviato e concluso in poco più di un'ora, per conto della Ue, da Barclays, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Nomura e l'italiana UniCredit. Per il decennale il rendimento è stato fissato a -0,238% e per il titolo con scadenza 2040 a 0,131%; per entrambi qualche punto base in più dei Bund tedeschi di durata analoga.
 
La Ue si candida così a diventare il 1° emittente sovranazionale di obbligazioni a livello mondiale levando un po' di pressione sul Bund tedesco che oggi ha un rendimento negativo (-0,608% il decennale). Si tratta di un successo pieno in quella che può essere letta come una prova generale anche in vista del finanziamento del Recovery Fund. Come per il fondo Sure, nel quale l'Unione Europea ha già approvato prestiti ai diversi Stati pari a 87,4 miliardi dei quali 27 destinati all'Italia, si tratterà di raccogliere risorse col Recovery per la ancora più impegnativa cifra di 750 miliardi nei prossimi anni, attraverso emissioni di debito comune, condividendo così il rischio fra tutti i Paesi dell'Unione.