22/10/2020 - Eurozona, debito al 95,1% del Pil Ue registrato a fine I° trimestre.

Aumento di 8,8 pp rispetto a lI° trimestre. Italia (149,4%) 3° aumento più alto dopo Cipro e Francia.
 
Lo stimolo all’economia deciso come risposta alla crisi innescata dalla pandemia di COVID-19 produce un aumento della spesa pubblica che incrementa l’indebitamento. La Commissione europea presenterà le previsioni economiche d’autunno il 5 novembre, ma intanto gli ultimi dati Eurostat anticipano l’andamento. Alla fine del II° trimestre (aprile-giugno 2020) il debito dell’eurozona ha raggiunto il 95,1% in rapporto al Pil, pari a quasi 11 miliardi di euro; + 8,8 punti percentuali rispetto al I° trimestre del 2020, registrato al 86,3%.
 
I rapporti più elevati tra debito pubblico e PIL a giugno si registrano in Grecia (187,4%), Italia (149,4%), Portogallo (126,1%), Belgio (115,3%), Francia (114,1%), Cipro (113,2%) e Spagna (110,1%). Tra le principali economie dell’area euro è la Francia a registrare il maggiore incremento su base trimestrale (+12,8 punti percentuali), seguita dall‘Italia (+11,8 punti percentuali), il cui debito supera ora i 2 miliardi e mezzo di euro.
 
Attualmente solo 12 Stati dell’UE su 27 rispettano il criterio del debito, che vuole nel 60% in relazione al PIL il limite massimo consentito prima di misure correttive. Si tratta di Bulgaria (21,3%), Repubblica ceca (39,9%), Danimarca (41,4%), Estonia (18,53%), Lettonia (42,9%), Lituania (41,4%), Lussemburgo (23,8%), Malta (51,1%), Paesi Bassi (55,2%), Polonia (55,1,%), Romania (41,1%) e Svezia (37,1%). Di questi Paesi, solo 6 fanno parte dell’Eurozona (Estonia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi). 
 
Eurostat ha inoltre rilevato che durante il II° trimestre del 2020, il deficit della zona euro e della Ue hanno raggiunto il livello massimo mai toccato, salendo rispettivamente al -11,6% del Pil e al -11,4%. Nel I° trimestre il deficit della zona euro era -2,5%, quello della Ue a 27 -2,6%. I dati di molti Paesi, Italia compresa, non sono disponibili, ma per quelli pubblicati il record va all'Austria (-17,3%), Slovenia (-15,8%) e Belgio (-14,2%).