30/06/2022 - Report EUAA, le domande di asilo in Ue sono aumentate di 1/3 nel 2021.

Richieste cresciute rispetto al 2020, ritorno ai livelli pre-pandemia.
 
L’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) ha pubblicato il suo rapporto annuale sullo stato dell’asilo in Europa. Secondo la relazione, nel 2021 gli Stati membri dell’Ue hanno ricevuto circa 648.000 domande di protezione internazionale, con siriani e afghani in testa ai gruppi di richiedenti. E dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, quasi 6 milioni di persone sono fuggite verso l’Ue. 
 
In totale, nel 2021, gli Stati membri dell’Ue hanno ricevuto circa 648.000 domande di protezione internazionale, un aumento di 1/3 rispetto al 2020. La maggior parte delle richieste sono arrivate da siriani (117.000) e afghani (102.000). Nei dati resi disponibili dal report dell’agenzia europea, si nota un altro dato preoccupante: le domande presentate da minori non accompagnati sono state 23.600, aumentate di 2/3 rispetto al 2020.
 
Per quanto riguarda i paesi ospitanti, la Germania ha ricevuto il maggior numero di domande di asilo (191.000), seguita da Francia (121.000), Spagna (65.000) e Italia (53.000). Nel 2021, sono state prese 535.000 decisioni, di cui 118.000 per il riconoscimento dello status di rifugiato e 64.000 della protezione sussidiaria. Per quanto riguarda i casi pendenti, invece, circa il 34% delle pesone era in attesa di decisione in Germania, con un totale di 264.000 fascicoli aperti, seguita da Francia (145.000), Spagna (104.000), Italia (52.000) e Grecia (38.000).
 
La pubblicazione sottolinea l’impatto diretto avuto dagli sviluppi geopolitici avvenuti tra 2021 e 2022 sulla protezione internazionale in Europa e sulla risposta dell’Ue. Il ritorno dell’Afghanistan sotto il regime dei talebani, la strumentalizzazione dei migranti da parte della Bielorussia e la guerra in Ucraina hanno plasmato “nuove esigenze di protezione e favorito l’aumento del numero di richiedenti asilo in Europa”, rendendo necessaria una risposta del sistema europeo comune di asilo (CEAS).
 
A dare un’accelerata al coordinamento tra Paesi è stata la guerra in Ucraina. All’inizio del 2022, nell’immediatezza della crisi provocata dall’invasione russa, l’Unione Europea ha deciso all’unanimità di concedere protezione temporanea alle persone in fuga. Un piano di coordinamento in 10 punti ha creato uno spazio di asilo europeo, che ha reso possibile l’accoglienza di 6 milioni di profughi. Di questi, secondo i dati EUAA, circa 3,4 milioni si sono registrati per la protezione temporanea.
 
Prima dello scenario di guerra che ha investito l’Europa, ci sono state 2 altre crisi da gestire. Da una parte, il ritorno dell’Afghanistan sotto il regime dei talebani; dall’altra la crisi umanitaria al confine tra Bielorussia e Polonia. Sul fronte afgano, spiega il report , “l’Ue ha messo in atto un meccanismo specifico per favorire l’evacuazione di circa 17.500 persone da Kabul, inclusi 4.100 cittadini dell’Ue e 13.400 cittadini afghani. Gli Stati membri dell’Ue hanno evacuato complessivamente 22.000 afghani”.
Nel caso della crisi dei migranti provocata dal leader bielorusso Alexander Lukashenko durante l’estate del 2021, l’Ue “ha rapidamente fornito una combinazione di sostegno finanziario, operativo e diplomatico per affrontare la crisi, incluso un intervento rapido alle frontiere da parte di Frontex, e supporto operativo da parte dell’EUAA”, scrive il report.