01/07/2022 - Ue e Nuova Zelanda hanno stipulato un accordo per il libero scambio.

Ora sarà necessario attendere la ratifica di Stati membri e Parlamento europeo per l'ufficialità.
 
L'Unione europea e la Nuova Zelanda hanno raggiunto un accordo commerciale per il libero scambio di beni e servizi. Lo annunciano la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, insieme alla premier neozelandese Jacinda Ardern, in un incontro con la stampa a Bruxelles.
 
Sulla base di un commercio bilaterale da 7,8 miliardi di euro all’anno per le merci e da 3,7 miliardi per i servizi – con esportazioni per 5,5 miliardi e importazioni da 2,3 miliardi per Bruxelles – Ue e Nuova Zelanda hanno trovato l’intesa commerciale che coprirà settori come l’agricoltura, il tessile, il digitale, l’energia e, per la prima volta, l’ambiente. Un accordo “solido e moderno” che “rappresenterà un’occasione per i nostri consumatori e agricoltori”, ha voluto sottolineare la presidente von der Leyen.
 
Secondo i negoziati portati avanti negli ultimi 4 anni, dal giorno dell’entrata in vigore dell’accordo (che dovrà essere prima siglato dal Consiglio e approvato dal Parlamento Ue, con la contemporanea ratifica a Wellington), saranno eliminati i dazi su tutte le esportazioni di merci e prodotti industriali e alimentari dai Paesi membri verso la Nuova Zelanda, mentre l’Unione eliminerà “o ridurrà sostanzialmente” i dazi sulla maggior parte delle merci neozelandesi, si legge nel testo dell’intesa. In ambito alimentare, ad esempio, saranno la tutelate le oltre 200 indicazioni geografiche protette comuniarie.
 
Riguardo al Commercio e sviluppo sostenibile, che include questioni ambientali e climatiche, le parti si impegneranno a collaborare su questioni come la determinazione del prezzo del carbonio e la transizione verso un’economia a basse emissioni, includendo “impegni sanzionabili in linea con l’Accordo di Parigi” del 2015. Nella logica di favorire tutto ciò che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici “prevenendo, limitando, minimizzando o rimediando ai danni ambientali all’acqua, all’aria e al suolo”, sarà facilitato il commercio e gli investimenti in beni, servizi e tecnologie a basse emissioni di carbonio, a partire dall’azzeramento delle tariffe su energie rinnovabili e prodotti ad alta efficienza energetica.
 
A questo si riconnette il capitolo sull’energia e le materie prime, che specifica l’eliminazione delle restrizioni all’esportazione di beni energetici, rinnovabili incluse. L’intesa “vieta i monopoli”, ma anche l’intervento “ingiustificato” nella determinazione dei prezzi e la doppia tariffazione (in cui i prezzi all’esportazione vengono fissati al di sopra dei prezzi interni). Saranno invece promossi il commercio e gli investimenti per le energie rinnovabili e i prodotti ad alta efficienza energetica, “affrontando le principali barriere non tariffarie specifiche per ogni tecnologia”: accesso non discriminatorio alla rete, utilizzo da parte di un’autorità di regolamentazione indipendente, bilanciamento dei mercati e promozione della cooperazione su standard comuni.
 
Di rilievo è anche la parte dell’accordo riservata alla sfera digitale e alla proprietà intellettuale. Saranno facilitati i flussi di dati transfrontalieri, vietando i requisiti “ingiustificati” di localizzazione dei dati e mantenendo il livello di protezione dei dati personali secondo il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell'Ue. Tra gli altri impegni congiunti vi sono la firma di un accordo per lo scambio di dati tra Europol e Nuova Zelanda per la lotta al terrorismo, oltre a una maggiore cooperazione per rafforzare la sicurezza della rete e sulla protezione degli oceani, per quanto riguarda la lotta alla pesca illegale e la conservazione della biodiversità.